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Questa settimana arriva in libreria I mattoni della nuova Babele. Identità, linguaggio ed etica della cittadinanza digitale, pubblicato da Infinito Edizioni nella collana iSaggi.
Il libro nasce da una domanda che mi pongo da molto tempo e sin da quando, nel 2010, ho scritto The principle of relevance.
Dove viviamo davvero le nostre vite?
Continuiamo a pensare al digitale come a uno strumento che utilizziamo per lavorare, informarci o comunicare. Ma forse questa definizione non basta più. Una parte significativa della nostra esperienza quotidiana si svolge ormai in una dimensione che non è semplicemente tecnologica: è relazionale, psicologica, culturale.
Nel libro propongo di guardare al cyberspazio come a un campo digitale, uno spazio collettivo nel quale si formano identità, appartenenze, conflitti e modi di interpretare la realtà.
Da qui nasce anche la metafora della nuova Babele.
La Babele contemporanea non è costruita con la pietra ma con dati, connessioni, piattaforme e linguaggi. È un luogo in cui miliardi di persone comunicano simultaneamente, ma non sempre riescono a comprendersi. Il rischio non è la mancanza di parole, bensì il loro impoverimento.
Per questo ho scelto il titolo I mattoni della nuova Babele. Ogni messaggio, ogni commento, ogni scelta comunicativa contribuisce a costruire lo spazio comune della cittadinanza digitale. Ogni giorno aggiungiamo un mattone a questa architettura collettiva.
Uno dei temi centrali del libro è proprio la cittadinanza digitale. Non come concetto giuridico o competenza tecnica, ma come responsabilità. Essere cittadini digitali non significa soltanto saper utilizzare gli strumenti della Rete. Significa interrogarsi sulla qualità delle relazioni che costruiamo, sul linguaggio che utilizziamo e sull’impatto delle nostre azioni all’interno di uno spazio condiviso.
Viviamo un tempo in cui l’intelligenza artificiale e gli algoritmi stanno trasformando il nostro rapporto con la conoscenza, con l’informazione e con gli altri. Di fronte a questi cambiamenti, credo sia importante mantenere al centro una domanda fondamentale: quale idea di essere umano vogliamo portare nel futuro che stiamo costruendo?
Questo libro è il mio contributo a questa riflessione.