Da Hai accolto, Poesia
(c) Stefania Lucchetti 2026, Angoli Ciechi
Hai accolto, Poesia,
le mie notti insonni,
i sogni labirintici,
le angosce della sera,
il sole della mattina
e la speranza di ogni nuovo giorno.
Hai catalogato le stanze in cui ho vissuto,
i continenti attraversati,
tra rive di mare e strade di città.
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Arte in copertina: ritratto di Stefania Lucchetti della pittrice Francesca Draetta (c) 2026
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Stefania Lucchetti è una poetessa e saggista italiana, autrice di opere di carattere filosofico. È tra le voci più lette della poesia contemporanea a livello internazionale, grazie anche alla sua produzione bilingue, in italiano e in inglese. Nata a Verona nel 1975, ha iniziato a pubblicare poesie durante l’adolescenza, mentre viveva negli Stati Uniti. Autrice di numerose raccolte poetiche e saggi filosofici dedicati all’umanesimo tecnologico, si distingue per una scrittura di raffinato lirismo, profondamente legata alle sensibilità e alle questioni del nostro tempo. Cura inoltre una collana di traduzioni dedicata alle poetesse italiane attraverso i secoli.
La voce poetica di Stefania Lucchetti si muove con naturalezza tra limpidezza espressiva e profondità di pensiero, tra rigore intellettuale e immediatezza del sentire. Appartiene a quella rara tradizione di poeti per i quali la parola è una necessità esistenziale, radicata nell’esperienza vissuta. Le sue poesie si offrono a una prima lettura con apparente trasparenza, ma sotto la nitidezza della superficie scorre una continua tensione emotiva e filosofica, capace di lasciare una traccia duratura nel lettore.
La sua opera si caratterizza per una singolare fusione di precisione intellettuale e sincerità emotiva. La formazione giuridica e una lunga esperienza professionale internazionale hanno affinato in lei una particolare sensibilità verso le strutture sociali, psicologiche e tecnologiche che governano l’esistenza contemporanea. La sua poesia riconduce costantemente queste riflessioni alla dimensione concreta dell’esperienza umana, alle figure che attraversano e subiscono tali strutture: l’individuo nella propria solitudine, l’amante, la figlia, la madre, l’esule, l’osservatore attento di un mondo in rapida trasformazione.